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Bistum Chur

Predigt von Bischof Vitus Huonder anlässlich der Jubiläumsfeier 200 Jahre Geburt von Don Bosco am Sonntag, 1. Februar 2015 bei der Missione Cattolica Italiana in Zürich

Fratelli e sorelle nel Signore,
“Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto”. Così parla Mosè al popolo di Israele. Sa che presto se ne andrà da questo mondo. Sa anche che il popolo di Israele, senza una guida, andrebbe in perdizione. Sa infine che Dio non vuole lasciare il popolo senza guida, ma che si preoccupa affinché Mosè abbia un successore. Questo rivela Mosè al popolo, affinché riconosca la guida sicura di Dio e che continui il suo cammino con coraggio e fiducia, anche dopo la sua morte.
Ad integrazione di questo brano dal libro del Deuteronomio dobbiamo leggere il Vangelo di oggi. Gesù insegna nella Sinagoga. Poi libera un indemoniato dalla sua sofferenza. Questo induce stupore nei presenti: “Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: ‘Che è mai questo? Un insegnamento nuovo dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!’”.
La promessa di Mosè, fatta al popolo di Israele, si è realizzata in modo particolare in Gesù. Gesù è uno dei profeti preannunciati. Ma è ancora di più, è il figlio di Dio. Perché, come figlio di Dio, ha preso in mano il destino del popolo e ha vinto il nemico cattivo, possiamo anche oggi percorrere con fiducia la via della fede, la via della Chiesa. Possiamo soprattutto percorrere questa via perché Gesù stesso si è preoccupato e si preoccupa che vi siano degli uomini che – a suo nome – insegnano la verità e allontanano i mali dagli uomini, soprattutto che li liberano dalla fonte di tutti i mali, i mali del nemico cattivo, dello spirito impuro.
Abbiamo occasione oggi di mettere in rilievo uno di questi uomini, dato che festeggiamo il Bicentenario della sua nascita: San Giovanni Bosco, o più brevemente Don Bosco. La storia di questo dotato santo è già stata presentata svariate volte. Non voglio ripeterla. Tutta la vita di questo santo è una conferma di ciò che Mosè aveva detto al popolo di Israele: “Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me”. Ora, come fedeli della Nuova Alleanza, della Chiesa, dovremmo mettere queste parole in bocca a Gesù. Gesù è l’autore di ogni dono di grazia che abbiamo potuto ricevere nell’arco della storia della Chiesa. Lui è l’autore di tutti i doni di grazia dei tanti santi che la Chiesa venera. Lui è l’autore anche dei doni di grazia mediante i quali il santo Giovanni Bosco ha potuto operare così tanto bene e ancor oggi opera tramite i suoi sacerdoti. Per questo rendiamo grazie a nostro Signore.
La vita del santo don Bosco è una vita ricca. Ci mostra come Dio conduce e guida coloro che gli appartengono e come li munisce dei doni di grazie di cui necessitano per la loro missione. Ciò che mi colpisce particolarmente in don Bosco è il suo talento profetico, visionario. Le sue visioni sono per noi di grande aiuto per la fede. Vorrei rilevare oggi la visione sulla Chiesa del 1862. Vede la Chiesa come una gigantesca flotta guidata da una nave – la Nave Ammiraglia – in lotta con una flotta nemica, anch’essa considerevole. Il vento contrario e il mare sommosso fanno vacillare la flotta della Chiesa. In questo momento si elevano davanti alla nave conduttrice due colonne di granito. Su una delle due, la più bassa, Don Bosco vede un’immagine dell’Immacolata, sull’altra, più alta un’ostia. Ai piedi dell’Immacolata si scorge l’iscrizione “Aiuto dei cristiani”, ai piedi della colonna con l’ostia le parole “Salvezza dei fedeli”. Sulla nave conduttrice don Bosco riconosce il Santo Padre. Con l’intensificarsi della tempesta, il Santo Padre pilota la Nave Ammiraglia in direzione delle due colonne. In questo modo può proseguire la sua rotta, nonostante le forti avversità. Dopo che il Papa però è stato colpito a morte, un grido di gioia risuona tra i nemici. Ma presto segue un nuovo Papa che continua a condurre la nave in direzione delle due colonne e una volta raggiuntele attracca la nave alle due colonne. Questo porta a una grande confusione, le navi nemiche fuggono e si fracassano. Altre cercano rifugio dalla Nave Ammiraglia ancorata. Infine vi è una grande calma.
Miei cari non è necessario che io commenti ulteriormente questa visione. Ci mostra quanto sia importante per la Chiesa la devozione dell’Immacolata e quanto sia importante il santo sacrificio della Messa. Possa dunque il bicentenario della nascita del santo sacerdote Giovanni Bosco fortificarci nuovamente nella fede e soprattutto mantenere in noi l’amore alla Madonna e alla Santa Messa, come anche alla santa Comunione. Vogliamo impegnarci con tutte le forze a promuovere la devozione a Maria e la partecipazione alla Santa Messa così che alla Communione degna, per condurre in questo modo gli uomini alle due colonne della nostra fede. Amen.

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