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Omelia di Mons. Peter Bürcher, 15 agosto 2020, Cattedrale di Coira – Assunzione della Beata Vergine Maria

Il 1° novembre 1950 Papa Pio XII proclamò il dogma secondo cui Maria fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo confermando così definitivamente questa verità di fede, sin dall’antichità creduta dai cristiani. La festa dell’Assunzione di Maria Vergine in cielo era sorta nella Chiesa orientale già poco dopo il Concilio di Efeso (431).

Cari fratelli e sorelle, dedicando la nostra Cattedrale di Coira a Maria, alla sua assunzione in cielo, i nostri antenati hanno dato una splendida testimonianza della nostra comunione con Maria, Madre della Chiesa. Così facendo, hanno confermato le innumerevoli persone che nel corso della storia non hanno avuto paura di riporre la loro fiducia in questa così buona Madre.

Oggi vorrei citare solo tre figure che ci testimoniano questo:

Santa Chiara d’Assisi disse prima di morire la seguente frase: „Ti ringrazio, Signore, di avermi creata“. Ciò sta a significare: creandomi, hai davvero agito per la gloria tua. La consorella che assistette alla morte di Santa Chiara vide la Vergine Maria avvicinarsi al suo letto di morte. Tommaso da Celano racconta: „Ecco che arrivano numerose vergini in abiti bianchi, tutte con corone d’oro in testa. Tra loro, una vergine avanza, più raggiante delle altre, con uno splendore così grande da trasformare la notte, che regna nella casa, in luce diurna“. Possa questo avvenire anche a noi! Se siamo fedeli, anche la nostra morte sarà più di solo una morte fisica. Allora potremo unirci a Maria che già in terra è stata nostra madre. Potremo contemplare la gloria di Maria, Regina del cielo e della terra, alla presenza del Suo Figlio glorioso, che siede alla destra del Padre, colmo di Spirito Santo.

Il secondo esempio è quello di Santa Teresina di Lisieux. Volle parlare così tanto della Vergine Maria perché vedeva come i sacerdoti facevano di lei una dea. Diceva: „Maria non è una dea, ci è molto vicina!“. Sì, il dogma dell’Assunzione di Maria ci porta dunque più vicini alla Madre di Dio. Come leggiamo nella prefazione dell’odierna Festa: „Oggi la Vergine Maria, madre di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, è stata assunta nella gloria del cielo. In lei, primizia e immagine della Chiesa, hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza“.

Infine, la terza testimonianza: con una sana mariologia seguiamo anche oggi quanto aveva detto San Massimiliano Kolbe: „Non abbiate mai paura di amare troppo la Madonna. Non l’amerete mai più di quanto l’amò Gesù!“. Un tale atteggiamento può esserci di grande aiuto anche all’interno di un discorso ecumenico, quando si tratta di Maria. Sentiamo infatti spesso il rimprovero che veneriamo troppo la Madonna! Ma non è così: mediante la sua assunzione in cielo, dopo l’ascensione di Cristo, lei ha mostrato a tutti noi il cammino da seguire. E nel Credo proclamiamo la nostra fede in questa nuova vita: „Aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà“.

Cari fratelli e sorelle, la Festa dell’Assunzione di Maria in cielo mostra a tutti noi la nostra destinazione. Celebrare questa festa ci rammenta che dobbiamo un giorno, come la Vergine Maria, essere liberi da ogni peccato. Ciò significa, e questo è importante per la nostra vita spirituale, che questa festa è un grande segno di speranza per tutti noi: in cielo saremo liberi da ogni peccato; non siamo infatti stati creati per rimanere sempre nel peccato! In Maria, Dio ci mostra la Chiesa nella sua essenza: lei è la sposa „tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata“. È quanto la colletta della festa di oggi riassume così bene:

Dio onnipotente ed eterno,
che hai innalzato alla gloria del cielo
in corpo e anima
l’immacolata Vergine Maria,
madre di Cristo tuo Figlio,
fa‘ che viviamo in questo mondo
costantemente rivolti ai beni eterni,
per condividere la sua stessa gloria. Amen

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